Gianni AnglisaniBiografia tratta da "Antologica gradiscana" - di Giorgio Germani - 2005



ANGLISANI GIANNI

Aversa 1937-2005

Poeta, scrittore, pittore, giornalista, critico.
 
Ha risieduto a Gradisca per più di quarant'anni, vivendola. Era un artista vero ed era facilitato in questo suo essere artista dall'avere due cuori: l'uno napoletano e l'altro gradiscano.
 
Racconti e romanzi: 1960 "E Cristo si fece negro"; 1962 "Cattiveria" (premio G.B. Angioletti); 1963 "Natalia di SantoStefano" (finalista al Premio Città di Rapallo per l'inedito); '1983 "Kayak": un racconto d'azione, rapido e violento,tenero e disperato; 1988 "Pik"; 2002 "La panchina rossa".
 
Raccolte di poesie: 1972 "Cronache"; 1973 "Cile"; 1974 "Cabibo"; 1991 "Tirreniche ed altre poesie";1999 "Tregua"; 2010 "Penultime cronache".
 
Altri riconoscimenti: 1957 Premio "Lauro solenne" al Concorso nazionale "Cronache letterarie" (Pisa); 1977 premiatoalla nona edizione del Premio Letterario Friuli Venezia Giulia per la poesia.
 
Ha fondato e diretto la rivista "Orsa Minore" (1976 –1979).
 
Ha collaborato, sin dalla sua fondazione, alla rivista "Alla Bottega" di Milano ed alle riviste "La Vernice" diVenezia, " Il Basilisco" di Aversa, "Controcorrente" di Milano e "Trieste Arte e Cultura".
 
Mostre personali: '56 ad Aversa "Studio"; "Circolo Magistrale"; Sala Mostre Associazione del Fante; '59 SalaComunale; '60 Circolo Universitari e Laureati; '68 a Gorizia al Caffè Teatro, 2003 alla Biblioteca statale Isontina; '66, '67 e '72 a Gradisca d'Isonzo: alla Galleria Serenissima, '74, '75, '91, '92, '94 alla Galleria Rubens; '99 al Circolo Zorutti; '56 a San Marcellino (Na); '74 a Seregno (Mi) Galleria Olga; '75 a Milano Galleria L'Ariballo; '76 a Fano (Ps) Galleria Studiod'Arte; '77 a Pordenone Galleria Grigoletti, a Carpenedeo (Ve) Galleria La Cella: '73 e '75 a San Pier d'Isonzo; nel'76 a Cormons alla Galleria Forma 80.
 
Mostre Collettive. Ricordiamo, innanzi tutto, le medaglie d'oro che Anglisani ha ottenuto: Premio nazionale Città di Fratta (Na) '61; Biennale dei Giovani a Gorizia' 65. Ha partecipato alle seguenti collettive: Aversa '56 e '59; Somma Vesuviana (Na) '60; a Gorizia '62, ‘63, ‘67 alla Mostra ispirata a Tema cristiano dove è stato segnalato, '74, '87; a Longiano (FC) '65 e '66; a Siracusa '66 segnalato; a Gradisca d'Isonzo '65, '68, 69, '73, '76, '77, '90; ad Ursino (CT) '66; Caserta '69; Giussano (Mi) '74; Nervi (Ge) '79; Bibione '82 e 87; Jesolo '85, '86; Venezia '86 e '98; Vito d'Asio' 87; Althofen (A) '93; Venturina (LI) '97; Firenze Biennale '97; Carpenedo di Mestre '98; Pieve di Soligo '98.
 
Tra i lavori che l'artista ha donato a Gradisca, ricordiamo il primo depliant edito dall'Azienda Autonoma per il Turismo di Gradisca e Redipuglia con cenni storici a cura di Bruno Patuna, parte delle illustrazioni del volume "Vicende storiche gradiscane" di Marino Di Bert, i trittici "La liberazione umana" e "Il lungo giorno dellaResistenza", che si trovano, rispettivamente, presso la ex sede del P.S.I. e presso la sede dell'A.N.P.I. alla Casa del Popolo e, poi, ancora, risalente al 1990, la XIV Stazione della via Crucis che è stata donata alla Chiesa di San Valeriano di Gradisca, la IV° e XII° Stazione donate ed esposte alla Cappella del Cimitero di Gradisca ed il pannello murale "La notizia" che trovavamo, sino a poco tempo fa, all'Ufficio Postale di Gradisca e che ora sembra destinato, data la ristrutturazione dell'immobile, al Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa di Trieste. Risale al 2003 la serie di cartoline su Gradisca tratte da suoi disegni e la pubblicazione "Ostaria",
 
Nel '90 ha donato alla sezione ADO di Cormons un'incisione intitolata “L’uomo con dentro la testa il mare": un'acquaforte acquatinta che riflette le tematiche dell'artista, volte a sottolineare le relazioni tra l'uomo, la società el'ambiente. Di Anglisani hanno scritto in molti.
 
Già nella seconda metà degli anni '50, di lui si scriveva: " Le opere esposte rivelano la tempra d'artista del giovanepittore" ed ancora "Gianni Anglisani si è tracciato una buona via e siamo certi che, senza subire tentennamenti oinfluenze, la seguirà per il suo divenire d'artista serio e coscienzioso".
 
Tra le prime recensioni della stampa locale su Anglisani pittore, non ancora trentenne, voglio ricordare quella di Bruno Patuna in occasione di un'esposizione alla Serenissima del '66: " ... Non è un pittore militante nel senso diessere inserito nel giro delle mostre ... per cui sfugge al periodico controllo valutativo...ma Anglisani vi ovvia conl'intelligenza, accostando all'attuale produzione parte di quella passata in un'unica proposta. I quadri di Anglisanidenunciano che egli non è pittore della forma in sé, ma che la sua espressione d'arte, in cui si avvertono ascendenzepost espressioniste, è costruita dal dentro, partendo, cioè, dal nucleo propulsore di una difficile tematica alla qualedimostra di essere intimamente legato ... Le sue istanze sociali sono proposte in linea composta e contenuta senzaalcuna concessione alla potenziale retorica perché il fatto d'arte è sostenuto e controllato da un'eminente cultura difondo ... Recita un'autentica rapsodia con accordi cromatici di virile impasto corale, a toni bassi di rosso mattone, gialli terra, verdi vescica e grigi carichi..."
 
La pittura di Anglisani fu così giudicata da Remo Brindisi: "L’espressionismo, tanto evitato dalla critica italiana,prende il proprio aspetto reale quando artisti come Gianni Anglisani, per proprio temperamento, trovano in lorostessi la grande necessità di narrare il proprio tempo da ogni parte, umana, tecnologica e scientifica. Sia per l'espressività drammatica, sia per l'impianto plastico Anglisani può senz'altro dirsi artista unico e con molte parti di sé inedite."
 
Tratto da "Anglisani, aedo contemporaneo della drammatica coscienza del mondo" di Bruno Patuna del 1974. " ...se Anglisani possiede la mano veloce, non per questa virtù è un improvvisatore che traduce in immagini lestimolazioni emotive del suo istinto. E’ invece un uomo tormentato dalla sua stessa cultura che lo costringe ad una continua ricerca, anello dopo anello della sua lunga catena di superamenti, essendo consapevole, per senso autocritico, che al di là di ogni pur valida conquista c'è sempre il folletto delle aperture e dei compimenti più avanzati che lo attende beffardo ... E puntuale non si smentisce ... Abbandonata la neo figurazione con i moduli spaziali e cieli lividi trafitti dalla navicella orbitante in cui vi era l'uomo con il cuore meccanico ed in cui pur sempre incastonava il raggio del calore umano, l'artista ritorna oggi alla terrestrità. Pensiamo che codesto ripensamento sia la strada più vera che Anglisani si accinge a percorrere ... A sostegno di questa nostra opinione sta il suo impegno civile di una lunga milizia artistica e politica a favore degli oppressi e sta anche, quel suo carattere impetuoso pronto a scagliarsi contro i soprusi da qualsiasi parte provengano. Ecco così Anglisani, oggi aedo contemporaneo della drammatica coscienza del mondo, penetrare nella lotta per il diritto alla vita contro la mostruosa spinta a spirale del potere, nell'intento dichiarato di aprire un dialogo alla pari non più con l'elite intellettuale ma con il popolo inteso come massa, rinunciando, di conseguenza, con atto di lucida umiltà, alla sua pittura dotta. Così egli narra con canto monocorde, senza veli e senza eufemismi, le tragiche vicende del Cile, inneggia alla vita circondandola di nudità femminili perpetuatrici della specie, di bambini macilenti, di giocattoli inutili, di mitra sinistri, di simboli eroici, disilenzi paurosi, di buio sgomento, di mani rattrappite nella tortura, di garrotte infami.

La poesia - alcune testimonianze

Poesia politica e sociale di estrema attualità questa di Anglisani: precisa, rabbiosa, palpitante di vita. Il verso è rapido, secco come una fucilata. Anglisani non fa dello stile un'arma ad effetto, non si compiace del bel verso, ma adopera se stesso, la sua spiritualità, affinata in una macerazione di sentimenti che ha potuto decantarsi e assumere forma precisa.
 
FIREBIRD
 

Roma, 9 aprile 1972
Caro Anglisani,
... La ringrazio delle poesie che mi erano state annunciate dal nostro Marchiori.
Cronaca e storia sono sempre due categorie false, e Lei aiuta a vederne invece l'identità.
Buon lavoro, cordialmente
 
Suo Cesare ZAVATTINI
 

Racalmuto, 6 ottobre 1978
Caro Anglisani,
La ringrazio molto.
La rivista è fatta con molta dignità e pulizia.
Se Lei, tra un mese, avrà la gentilezza di scrivermi, a ricordarmi la promessa che Le faccio oggi, Le manderò uno scritto inedito (per ora sono in gran confusione, tra polemiche e viaggi).
Con i saluti e gli auguri più cordiali,
 
Leonardo SCIASCIA
 
 
Milano, 19 febbraio 1985
Caro Anglisani,
molto spesso, solo il tempo per saperlo, avviene che l'immaginazione è l'opera d'arte.
Essa non viene stando davanti al cavalletto e seduto al tavolino.
La tua lettera piena di immaginazione è l'arte che ti vive dentro e che aspetta di essere eseguita non per effetto letterario ma spinta tecnica.
Grazie per quanto sai dire e ti confesso che il tuo scritto è uno scritto che è comune a tutti coloro che fanno arte e desiderano conquistare il futuro.
Ti abbraccio
 
tuo Remo BRINDISI

La pittura - alcune testimonianze

L'espressionismo, tanto evitato dalla critica italiana, prende il proprio aspetto reale quando artisti come Gianni Anglisani, per proprio temperamento, trovano in loro stessi la grande necessità di narrare il proprio tempo da ogni parte umana, tecnologica e scientifica.
Sia per l'espressività drammatica, sia per l'impianto plastico Anglisani può senz'altro dirsi artista unico e con molte parti di sé inedite. Cosa questa che lo terrà lontano dagli interessi letterari, come del resto utile per chi ha tanta versatilità come lui, per filtrare sempre di più i sentimenti, perchè la sua arte è pittura di sentimenti.
All'arte ci si arriva in ogni modo, usando ogni mezzo, con spregiudicatezza. Tant'è vero che il mondo dipinto da Anglisani si può dire polivalente nei contenuti formali, ai quali gli elementi letterari inducono solo per una facile lettura.
 
 Lido di Spina, ottobre 1991                                                                   Remo BRINDISI
 
 
 
Dire che i quadri di Anglisani sono belli non significa niente. Bisogna vederli uno accanto all'altro, in galleria. Dico "accanto" perchè, trattandosi di "vita", non li considero "vicini" ma "uno accanto all'altro", come in progressione, come nella vita (che lui descrive) che continua e si dipana nelle sue diverse, amare verità. Soggetti e situazioni sofferte, lucide ed attualissime come sempre sono attualissimi il dolore, la frustrazione, l'emarginazione dell'uomo che si è ridotto a non essere più uomo. Non è che Anglisani (assai colto) dipinga o ritragga usando semplicemente (e sapientemente) del colore. No: analizza, partecipa, soffre e usa gli stessi difficili colori che gli permettono di filtrare la realtà apparente, per trarne i giusti motivi di sofferenza e di denunzia. Una denunzia che sente, trasmette vivacemente e visivamente allo spettatore, il quale non può non ritrovarsi coinvolto dalla problematica. Non si tratta di quadri (i soliti, i belli, i lieti) da appendere in sala da pranzo: i suoi quadri sono come pagine strappate (singolarmente vivi e palpitanti) da un contesto che denota quella conpartecipazione umana, matura (perchè sofferta), sofferta (perchè matura), ma, soprattutto, genuina, difficilmente oggi riscontrabile. Un artista, Anglisani, che stimola, fa riflettere e provoca: provoca domande e risposte che solo l'uomo sa dare. Un netto rifiuto, quello di Anglisani, di ogni inutilità, di ogni tipo di falsificazione: poichè l'arte, diceva il filosofo "è tensione verso il futuro all'interno del presente, del quale denuncia le contraddizioni". E Anglisani lo fa, oggi. E in prima persona.
 
 Sergio GENTILINI
 
 
 
Dai fatti reali si decanta cruda e graffiante la sua problematica di fondo, espressa con una figurazione scarna, come ottenuta dal bisturi dell'analisi sulla polpa della storia. Cosicchè dal suo corposo messaggio emerge una peculiare quanto stigmatizzante istanza ideologica, che non si colloca in una precipua corrente ma si riallaccia ad un vasto e fertilissimo retroterra culturale, pregno di vicende umane ed artistiche che hanno lasciato indelbili traccie nei tormentati processi artistici del nostro tempo.
 
 Gianni PRE
 
 
 
Alle sue spalle Anglisani ha tutta una letteratura pittorica che va dai primitivi murales alle lotte dei braccianti di Guttuso, alla forza espressiva di Carlo Levi, a se stesso: un discorso che lo ha nutrito e gli permette di scandire il ritmo delle sue composizioni con figurazioni di colore denso su toni grumosi senza essere patetici, apparentemente privi di luminosità per mettere in risalto ora occhi affamati di libertà ed alla ricerca di una solidarietà umana, ora volti distrutti, ora improvvise speranze di riscatto su temi di angosciante realtà.
 
 Enrico BUDA
 
 
 
L'inquietante interrogativo di coscienza proposto nei quadri di Anglisani è quello della posizione e del destino dell'uomo in un mondo che all'uomo lasccia sempre meno spazio. La violenza, che può essere quella della guerra, ma è anche una violenza di macchine e congegni, domina la nostra epoca senza speranza. L'assunto di Anglisani muove, prima di tutto, da una radice morale e in tale cornice giustifica il suo impegno figurativo, elaborato con notevole autonomia di linguaggio, mentre la sentenziosità di fondo è sempre tradotta in dimensioni formali e coloristiche.
 
 Licio DAMIANI

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