Omaggio a Gianni Anglisani - "Parole, Segni, note"

L'evento comprende:

- Presentazione del libro Penultime Cronache
raccolta lirica preparata con cura dall'artista e pronta per le stampe,
edita a cinque anni dalla sua morte.
Presso la Sala del Consiglio Comunale Gradisca d'Isonzo
a cura di Irene Navarra e Alessandra Rea
suggestioni musicali: Gabriella Gabrielli, Aleksandar Paunovic
letture: Mariolina De Feo


- Innaugurazione della mostra  "L'Espressione e il Tempo"
viaggio nell'immaginario pittorico di Gianni Anglisani
Presso la Galleria d'Arte La Fortezza - Gradisca d'Isonzo
a cura di: Irene Navarra e Silvia Valenti

 

UNA RACCOLTA DI LIRICHE COME IDEALE TESTAMENTO

…Come una pugnalata del tutto prevista, e da cui non puoi difenderti perchè affascinato dall'attore del gesto, dal soggetto che non riesci a smettere di leggere in una sorta di tensione, di sfida mediata dall'interpretazione artistica.
Penultime Cronache è il titolo di questo libro di Gianni, sopravvissuto al suo inevitabile naufragio di mortale. Preparato con cura per le stampe, com'era nelle sue abitudini. Un testamento quasi, per farci ricordare chi siamo con la passione che lo connotava e il coraggio di denunciare, denunciare sempre quanto ormai vergognosamente integrato nel vivere.
La raccolta è piccola ma densa, emblematica nel titolo che sottolinea l'incapacità dell'uomo ad arginare la marea montante della violenza gratuita. Penultime, queste cronache, perchè le ultime sono dilà da venire. La speranza c'è ma il male non finisce, è banalmente routine, tessuto ormai connettivo del nostro quotidiano…
(Voce Isontina - 10/07/2012 Irene Navarra)

 

 

 

Non è espressionismo di maniera quello della pittura di Gianni Anglisani.
Nasce dagli strati profondi della coscienza oltraggiata dalla civiltà dei potenti che tutto frantuma nella sua macina blasfema e volgare. Così, le pennellate, i segni incisi, i calligrafismi spontanei sono sostanza in cui si esplica la sua severa filosofia di vita. Eticamente ribelle il gesto artistico dunque: a tutti i servilismi, a ogni adeguazione o adattamento. I graffi e l’assenza di firma sul dipinto Anonimo degli anni ’80, che apre la mostra “L’Espressione e il Tempo”, rappresentano il senso del suo procedere solitario e sdegnato in un mondo assurdo per le logiche di prevaricazione programmata e di espansione livellante. Da rigettare con forza primitiva.
Meglio se assieme ad altre anime limpide. La denuncia va al di là dell’essenza astratta del quadro, diventa fisica in quei suoi solchi tanto violenti e quasi inconsulti. Ferite d’anima che si riversano sulla tela. Questo non va bene però. Non c’è filtro alcuno all’immediatezza del sentire. Ecco il perché della mancanza di imprimatur. Per scelta oculata.
Conta la riflessione che una quinta scenica soprattutto cittadina – Napoli è il suo teatro privilegiato - può suggerire, conta il rimescolio spirituale che genera negli osservatori, agganciati dai suoi cromatismi tragici in una sorta di esame della propria colpevole acquiescenza. L’energia, se scoppia dirompente, è cattiva maestra. Bisogna moderarla affinché sia efficace. Bisogna lasciarne intravedere quel giusto che serva a smuovere l’immobilismo senza sostituirlo con turbative esagerate, fonte spesso di disaffezione e destinate a disperdersi in breve. Scomoda di
sicuro l’opera di Gianni Anglisani per chi usa non andare oltre la superficie delle cose e non vuole noie, scomoda ma mai irrilevante. Da una sua personale si esce inquietamente rigenerati. Come riaffiorando da un’immersione nell’epica quotidiana di quanti soffrono privi del diritto di parola, la lingua mozzata dalla loro stessa miseria.
Irene Navarra

Premio - 3° concorso   Premio - 3° concorso

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